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Speciale Tsunami: a un anno da Fukushima le terribili immagini mai viste in esclusiva

Di Giuseppina Cavallo – Fukushima un anno dopo. Nell’anniversario di quel tragico episodio Ambrogio Crespi ricorda, con uno speciale di Mr. Blog, i momenti immediatamente successivi alla scossa di terremoto e allo tsunami che ne conseguì.

11 marzo 2011: a Tokyo erano le 14.45, quando nel fondo del Pacifico si generò un violento terremoto. 8.9 gradi sulla scala Richter, un sisma 30mila volte più forte di quello che sconvolse l’Aquila appena due anni prima. Per trovare un altro terremoto di tale portata dobbiamo scorrere indietro nel tempo fino al 1933, quando si arrivò solo a 8.3 gradi della scala Richter.

La terra ha tremato a lungo quell’11 marzo: le case traballavano, i grattacieli oscillavano, crepe profonde si aprivano lungo le strade. Ma il peggio doveva ancora arrivare. L’epicentro era a soli dieci chilometri di profondità nell’oceano e ha prodotto uno dei più devastanti tsunami della storia con onde che sono arrivate fino a 10 metri. Più del terremoto, più delle scosse di assestamento, fu la furia dell’acqua a devastare intere zone e a provocare morti e dispersi.

Tragedia nella tragedia, il terremoto e lo tsunami causarono quella che poi si è rivelata essere una delle conseguenze più gravi: l’incidente nella centrale di Fukushima. Da una disastro naturale ad una catastrofe umana: i giapponesi si confrontarono di nuovo – a distanza di più di 65 anni – con la paura del nucleare.

Nella lingua giapponese c’è un’espressione “Shikata ga nai”, indica il modo di porsi di fronte a situazioni che non possono essere gestite, ad avvenimenti così più grandi di noi. “Shikata ga nai” vuol dire “non c’è nulla da fare” e non si tratta di rassegnazione ma di consapevolezza e di accettazione di un qualcosa che non può essere controllato. Un altro termine che contraddistingue il modo di essere del popolo giapponese è “Gaman” indica la capacità di sopportare e di affrontare con dignità e pazienza anche gli avvenimenti più tragici. E’ con questo stato d’animo che negli ultimi 12 mesi il Giappone si è adoperato per la ricostruzione, per ritornare alla normalità.

Vi lascio alle immagini dello speciale di Mr. Blog che catturano i momenti salienti di quell’11 marzo 2011, quando il Giappone si misurò con la forza della natura e con l’inadeguatezza umana.

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